Ultimo aggiornamento venerdì, 15 Marzo 2024 - 16:13

GdS – Lautaro, serve tempo per il rinnovo: ballano 2 mln. L’Inter lo valuta 150 mln

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8 Febbraio 2024 10:57 Di salvatore
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10 milioni di euro. È la richiesta di Lautaro Martinez per allungare il contratto con l’Inter in scadenza al 30 giugno 2026. Trattativa in corso tra le parti per prolungare fino al 2028, ma c’è distanza secondo La Gazzetta dello Sport. “La cifra richiesta a cui vanno aggiunti i bonus è, però, ancora di un paio di milioncini sopra la base fissa su cui ragionano i dirigenti nerazzurri (8 milioni, sempre più la parte variabile) ed ecco spiegato il perché della firma che ancora tarda: quando i tifosi dell’Inter sembrano lì lì per stappare una buona bottiglia, la data si sposta di colpo più in là. Insomma, nonostante l’ottimismo che si respirava (e si respira ancora) a pieni polmoni sia in viale della Liberazione sia nel clan del Toro, si aspetta l’ultimo sprint per assottigliare due posizioni non vicine abbastanza.

La vera distanza

Visto l’entusiasmo iniziale e una trattativa intavolata subito sulla base di una comune volontà, si pensava a un lieto fine più veloce. Il rallentamento, invece, ha messo sul chi va là il popolo nerazzurro, stupito dalle parole freddine dell’agente di Lautaro Alejandro Camaño («Ci sono divergenze, però c’è dialogo») e pure dalle sfumature dello stesso capitano dopo aver battuto la Juve («L’accordo non è facile, ma siamo sulla strada giusta»). Niente che desti allarme al momento: serve tempo e pazienza per avvicinarsi, modulando non solo la parte fissa ma soprattutto i bonus legati a presenze e risultati. Sono necessari altri incontri e uno strategico potrebbe tenersi tra un mesetto circa, compatibilmente agli impegni dello stesso procuratore fuori Europa.

Prezzo fissato

L’aver comunque davanti ancora due anni e mezzo di nozze rasserena e dà forza all’Inter: anche in caso di mancata intesa e di successivo assalto di top club stranieri, non si farebbero sconti sulla mercanzia. In questa Inter nessuno è “incedibile”, perfino Lautaro, ma il club considera l’argentino un gioiello da 150 milioni. La valutazione è figlia dell’attuale contratto e dell’exploit poderoso in stagione, mentre con un occhio si guarda al possibile domino di punte d’estate: un volo Parigi-Madrid per Mbappé porterebbe conseguenze, allora perché escludere l’assalto di una big a Martinez?

Come Osimhen

Questa trattativa si inserisce pure nel momento di maggiore “interismo” del Toro, riconosciuto da tutti come guida ed esempio. Nello stesso tempo, mai Lautaro si era sentito così nerazzurro: all’Inter si è completato come attaccante, a Milano ha messo su una famiglia felice con la moglie Agustina e i figli Nina e Theo. Non vorrebbe certo andar via da un luogo che considera casa, nonostante ritenga giusto un adeguamento al nuovo status di dominatore della A: obiettivo è avvicinarsi al paperone del campionato, Osimhen salito a 10 milioni. L’Inter lo sa e ha già fatto un grande sforzo per sfondare nella prima offerta il massimo ingaggio della rosa: per ora il più pagato della compagnia è Calhanoglu a quota 6,5, mentre per l’argentino si salirebbe da 6 a 8 più bonus. La negoziazione tra parti che nutrono buone relazioni e la reciproca disponibilità a venirsi incontro dovrebbe fare il resto”, si legge.

fonte: https://www.fcinter1908.it/

La vera distanza

Visto l’entusiasmo iniziale e una trattativa intavolata subito sulla base di una comune volontà, si pensava a un lieto fine più veloce. Il rallentamento, invece, ha messo sul chi va là il popolo nerazzurro, stupito dalle parole freddine dell’agente di Lautaro Alejandro Camaño («Ci sono divergenze, però c’è dialogo») e pure dalle sfumature dello stesso capitano dopo aver battuto la Juve («L’accordo non è facile, ma siamo sulla strada giusta»). Niente che desti allarme al momento: serve tempo e pazienza per avvicinarsi, modulando non solo la parte fissa ma soprattutto i bonus legati a presenze e risultati. Sono necessari altri incontri e uno strategico potrebbe tenersi tra un mesetto circa, compatibilmente agli impegni dello stesso procuratore fuori Europa.