Ultimo aggiornamento mercoledì, 23 Ottobre 2019 - 18:32

Conte: “All’Inter esce tutto, non lo accetto e dico basta. Razzismo? In Italia vedo solo odio”

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20 Settembre 2019 16:28 Di salvatore
7'

Obiettivo rialzarsi e ripartire subito: il pareggio contro lo Slavia Praga nell’esordio in Champions League è stato il primo mezzo passo falso della nuova Inter di Antonio Conte, che ora pensa già al derby e a come proseguire il suo perfetto ruolino di marcia in campionato. Oggi è giorno di conferenza stampa ad Appiano Gentile: il tecnico nerazzurro incontrerà i giornalisti e risponderà alle domande in merito alla stracittadina di domani. Segui su FcInter1908 la diretta testuale della conferenza.

CHE PARTITA SI ASPETTA – Mi aspetto un derby: sono tutte partite speciali i derby, lo sarà anche domani. Affrontiamo una buonissima squadra, il Milan: cerchiamo di prepararla nel migliore dei modi.

REAZIONE DI SQUADRA – Cerchiamo sempre di mettere il massimo impegno e fornire una buona prestazione seguendo i dettami della preparazione della partita: a volte ci riusciamo in maniera approfondita, altre minore. Ma i ragazzi mettono sempre grande impegno, sappiamo che abbiamo tanto da lavorare per migliorare, ma questo non ci spaventa.

LE VOCI – Io penso che l’Inter sia sempre molto chiacchierata sui giornali e in tv, mi hanno detto che è normale: non può essere una scusa il fatto che negli anni passati filtrassero certe cose. E’ normale amministrazione, ma in altri club sono più bravi a gestire e proteggere certe situazioni, noi dobbiamo migliorare tanto, abbiamo un enorme spazio di crescita, anche fuori dal campo, dove ci sono grandissime lacune: dobbiamo colmarle insieme, senza rispondere con l’alibi degli anni passati. Cerchiamo di cambiare le cattive abitudini.

GIAMPAOLO – Quello che ha ottenuto se l’è meritato, ha fatto come me una gavetta importante: ognuno di noi ha un proprio percorso, lui ha meritato tutto, è preparato, è ossessionato dal calcio come me: complimenti a lui.

VIATICO PER LE PROSSIME – Ogni partita dobbiamo giocarla per ottenere la vittoria, ma ciascuna nasconde insidie: la vittoria porta aspetti positivi come entusiasmo, voglia. La vittoria porta positività, se è una vittoria conseguita nella giusta maniera e non immeritata. Al tempo stesso può però portare a rilassamenti e lì dobbiamo essere bravi a gestire queste situazioni. A me piacerebbe sempre vincere, preferisco gestire il relax.

LA PRESTAZIONE CON LO SLAVIA – Dei limiti accusati nel passato non ne parlo, non è giusto: io ho solo fatto una considerazione, negli ultimi nove anni l’Inter non è stata competitiva per vincere e la ragione sono stati gli alti e bassi, ma c’è una statistica e non è un mio giudizio. Le ragioni della prestazione sono l’aver giocato contro una squadra forte, come l’aveva dimostrato in Europa League: sono partite in cui si fa esperienza, abbiamo tanti ragazzi che hanno giocato la prima partita in Champions, altri non ne hanno raggiunte dieci. Questo fa capire che l’esperienza in queste competizioni conta tanto: dobbiamo essere bravi a migliorarci, capire gli errori fatti con una squadra che ha meritato il pareggio.

INTER UNA CENTRIFUGA – Quello che dicono i maestri come Trapattoni non va mai contraddetto: sapete quanto io gli debba per la mia carriera. Non è semplice, come dicevo prima bisogna cercare di essere capaci ad estirpare cattive abitudini: anche fuori dal campo ci sono cattive abitudini che testimoniano perché si facciano queste dichiarazioni. Dovremo essere impermeabili, cercheremo di crescere anche sotto questo punto di vista. Non si vince solo in campo, ma anche fuori: deve essere molto chiaro questo. Che mi si dica che anche gli anni passati era così, non l’accetto, è un’alibi. Dobbiamo cambiare i giri del motore.

COME IL PRIMO CONTE – Che l’Inter sia già definita, non penso: abbiamo tanti giocatori che non hanno giocato in partite ufficiali, come Lazaro che ha esordito in Champions League in un momento critico. Abbiamo un’idea, ci lavoriamo, cercando di coinvolgere tutti i calciatori: c’è tanta strada da fare, non si possono fare paragoni con la prima Juventus. Quella era una Juventus che non giocava le coppe, ho avuto la sfortuna di non parteciparci, ma avevo sette giorni su sette a disposizione i calciatori per lavorarci: più tempo hai, più incidi in tutto. E’ un altro percorso, ci sono similitudini per via dell’inesperienza di tanti calciatori: quando arrivai alla Juve tanti non avevano grande pedigree nazionale e internazionale, ma poi l’hanno acquisito. Qui c’è una base di ragazzi che hanno voglia di lavorare: sta a loro determinare il proprio futuro, di voler crescere e fare uno step importante per passare a ottimi giocatori.

RAZZISMO – Qualsiasi forma di insulto è un problema, non solo il razzismo: questo esiste in Italia e si va sempre peggiorando. Io sono tornato dopo tre anni e ho trovato tutto peggiorato: tantissimo odio, tantissimo rancore. Si scrive solamente per insultare e per fomentare l’odio: questo è molto brutto, ho trovato l’Italia peggiorata all’ennesima potenza. Siamo colpevoli tutti, compresi voi che state seduti là: è facile fare articoli dopo le forme di razzismo e mettersi dalla parte della ragione, ma se ne fanno anche altri in cui si fomenta l’odio tra squadre. Tutti quanti dobbiamo farci un esame di coscienza: non si va da nessuna parte fomentando l’odio. Ho trovato tutto moltiplicato per tante volte rispetto a prima: è tutto diseducativo verso le nuove generazioni che nascono leggendo odio e incitamento alla violenza.

LA SOLUZIONE – Mandare messaggi positivi, di non fomentare la violenza, di non utilizzare rivalità e campanilismo per accentuarli: i giornali e la comunicazione hanno un ruolo importantissimo. Chi legge può leggere cose positive o odio, continuando poi su questa brutta onda: ho avuto la fortuna e la bravura di aver avuto un’esperienza in Inghilterra. Lì se capita, li prendono e li buttano in prigione e buttano le chiavi: qui si va allo stadio per pensare di insultare l’avversario, i colori. Sarebbe bello ed educativo per i bambini concentrarsi ed incitare la propria squadra, che invece fiutano sempre un ambiente borderline: ecco perché in Inghilterra ti trovi le famiglie allo stadio. Qui dobbiamo migliorare tutti.

BROZOVIC – Rispetto agli anni passati Brozovic, invece di avere solo uno al fianco, ora ne ha due e ha meno campo da coprire: parliamo di un ragazzo che ha avuto un ottimo inizio di campionato e che sta facendo bene. Sono contento di Brozovic, ha margini di miglioramento importanti: può diventare tra i più forti in assoluto. Lo conoscevo dalla tv, allenandolo vedo che ha potenzialità enormi: lo sta dimostrando e può farlo ancora di più.

CANDREVA – Se vogliamo avere la certezza massima, aspettiamo l’allenamento: tanto le cose escono e saprete la formazione per filo e per segno (ride, ndr). Ha avuto questo colpo alla schiena: abbiamo oggi per valutarlo, vediamo. Prenderemo la decisione migliore, tenendo conto del fatto che sono giocatori che hanno giocato sempre.

LUKAKU – Ha avuto un problema nel riscaldamento con l’Udinese, una contrattura alla schiena: è passata, il ragazzo sta bene ed è a posto.

SANCHEZ – Sta lavorando bene, secondo me sta facendo step importanti per avvicinarsi ad essere considerato all’undici iniziale: può aggiungere esperienza in campionato e in Champions. Può darci anche cattiveria agonistica, lo aspettiamo, ci lavoriamo: inizio a vedere le risposte che stavo cercando.

fonte: https://www.fcinter1908.it/copertina/live-inter-conferenza-stampa-di-antonio-conte/?fbclid=IwAR370YRx0rOF9OjspFlWb-awwHfAzMWWqwwdzz4gJERppKEwASPdlj93xSI

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